Strage Crans-Montana

Le parole di una nostra docente

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Personale scolastico

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Non è facile trovare le parole giuste. Ci ho provato, ma non ci sono riuscita come avrei voluto, perché da quella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ho vissuto – e continuo a vivere – una miriade di sentimenti.

Ho provato a resistere, a non guardare le immagini, a non soffermarmi sui volti di quei ragazzi che non ce l’hanno fatta, perché sapevo che sarei stata travolta da una tempesta di emozioni. Ma non ci sono riuscita.

E il mio cuore ha pianto, si è arrabbiato, ha pianto di nuovo e si è arrabbiato ancora di più. Continuo così da giorni, mentre vedo il dolore dei genitori, le lacrime dei soccorritori, le immagini di quella notte che sembrano irreali, surreali. Ho pensato ai miei figli, ai miei alunni, a ciascuno di loro, e ho pensato a voi, sì, a tutti voi studenti del Nizzola.

E quei ragazzi voglio immagarmeli come voi: con l’ansia per non aver finito tutti i compiti in tempo, con la gioia di rivedere un amico, un compagno di classe, o quella persona per cui si ha una cotta. Oggi, nel minuto di silenzio, stringiamoci idealmente in un abbraccio condiviso.

Pensiamo a quei ragazzi che non ci sono più, a chi porterà per sempre cicatrici fisiche e psicologiche, e a chi, in questo momento, sta ancora lottando per vivere.

A.C.