Gentili studenti e gentili studentesse,
oggi siamo riuniti in un momento diverso dalla normale lezione per riflettere su un tema importante come la situazione di Gaza, ma riteniamo che l’orizzonte della riflessione debba necessariamente essere ampliato al concetto di pace perché la situazione di Gaza o dell’Ucraina o di qualsiasi altra popolazione in guerra chiama necessariamente al concetto di pace.
Pace, parola molto difficile che può indicare tante cose: uno stato d’animo, una condizione sociale, una condizione di relazione tra le persone, un impegno da coltivare ogni giorno affinché questo termine non indichi solo qualcosa di astratto. Probabilmente non è un sentimento sempre scontato: bisogna anche essere educati alla pace e la scuola, che è un luogo di educazione, deve fare in questo la sua parte. E siamo qui tutti assieme – anche se con modalità diverse – chi ha scelto di venire a scuola e chi ha scelto di aderire allo sciopero, per ricordare Gaza e tutte le popolazioni in guerra: l’intento è lo stesso riflettere sull’importanza della Pace come condizione di benessere psico- fisico e sociale indistintamente per tutti.
E la scuola nel suo compito di “educare”, dalla radice latina e-ducere – condurre, guidare, portare fuori, deve far emergere in ciascuno di voi l’urgenza della pace con gesti concreti, molto vicini a voi, che coinvolgano la vostra vita anche in classe:
- Parlare con gentilezza, senza urlare né offendere;
- Ascoltare gli altri, anche se hanno opinioni diverse.
- Rispettare regole comuni per vivere bene insieme.
- Cercare il dialogo come forma di risoluzione di possibili conflitti fra compagni o fra docenti e studenti.
- Non escludere nessuno: includere, accogliere, condividere.
- Rispettare le diversità (di pensiero, di abitudini, culturali)
- Aiutare chi è in difficoltà.
- Saper controllare rabbia e frustrazione senza fare del male.
- Usare le parole per esprimere ciò che si prova, non le mani.
In sintesi, i vostri docenti vogliono suggerirvi che la pace è un modo di vivere fatto di rispetto, dialogo, collaborazione e gentilezza. È fatta di piccoli gesti quotidiani, non solo di grandi parole.
I grandi gesti di pace trovano sostanza nei piccoli gesti quotidiani perché chi porta in sé una cultura di pace, non potrà mai condividere situazioni di guerra o conflitto.
In allegato, il volantino di INSIEME PER GAZA, nel quale viene enunciata un’iniziativa utile a sostenere la causa delle associazioni #EveryChildIsMyChild e #Soleterre che da mesi si stanno adoperando congiuntamente per garantire ai bambini palestinesi l’accesso alle cure.
Documenti
Luoghi
via pietro nenni, 10 trezzo sull'adda
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